{"id":192,"date":"2017-10-13T09:15:17","date_gmt":"2017-10-13T09:15:17","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/?p=192"},"modified":"2019-03-07T21:47:41","modified_gmt":"2019-03-07T21:47:41","slug":"ce-superfluo-e-superfluo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=192","title":{"rendered":"C&#8217;\u00e8 superfluo e superfluo"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;L&#8217;Indice&#8221; non \u00e8 il premio Calvino, ma ha con esso indubbi rapporti di paternit\u00e0, molti collaboratori della rivista annoverandosi tra i fondatori del premio. Si permetta dunque a chi rappresenta il genitore di rispondere al posto del figlio, che non si sa bene dove stia di casa, specialmente nei mesi estivi, all&#8217;articolo di Oreste Pivetta Oggetti superflui e cattivi maestri (&#8220;l&#8217;Unit\u00e0&#8221;, 6.7.1992), diretto contro l&#8217;assegnazione del premio del 1990 a Enzo Fileno Carabba, il cui libro <a href=\"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/?p=56\">Jakob Pesciolini<\/a> \u00e8 stato ora pubblicato da Einaudi (cfr. la recensione di Vincenzo Consolo nell&#8217;Indice&#8221; di luglio). N\u00e9 sugli oggetti superflui, n\u00e9 sui cattivi maestri Pivetta sembra avere le idee chiare. Comincia assai bene, ma senza molta originalit\u00e0, con una filippica contro la fantasmagoria della societ\u00e0 dei consumi, che riempie di superfluo (&#8220;toyota, cherokee, harley-davidson, telefonini, antenne&#8230;&#8221;) tutte le strade e anche i corpi umani (&#8220;vitamine, grassi, tisane dimagranti&#8230;&#8221;). Poi per\u00f2 si accorge che il superfluo non \u00e8 tanto superfluo, perch\u00e9 \u00e8 funzionale al rimbecillimento della societ\u00e0 e alla sua riproduzione, sicch\u00e9 si cerca di distruggere tutto quanto ne minacci l&#8217;espansione bollandolo come superfluo, per esempio l&#8217;eguaglianza, &#8220;ridotta al rango di una bandierina che neppure sotto Natale vale la pena di sventolare&#8221;. Dunque c&#8217;\u00e8 il superfluo del telefonino e quello dell&#8217;eguaglianza. Per Pivetta sembra che il secondo sia solo la prosecuzione del primo, mentre in realt\u00e0 ne \u00e8 l&#8217;opposto. L&#8217;eguaglianza \u00e8 dichiarata superflua perch\u00e9 il telefonino sia proclamato indispensabile. Per questo va favorita l&#8217;arte, che afferma il diritto del superfluo non funzionale, che anticipa l&#8217;utopia. Siccome non \u00e8 sempre facile distinguere tra superfluo artistico e funzionale, la lotta contro il secondo finisce per coinvolgere il primo. Lo stesso Pivetta ricorda il dramma dell&#8217;architettura moderna, che dopo aver dichiarato con Loos la guerra all&#8217;ornamento si ritrov\u00f2 complice degli scatoloni. Ma per Pivetta come per Platone e per Stalin l&#8217;arte \u00e8 accettabile solo se \u00e8 funzionale. Perci\u00f2 Carabba, che ha scritto un romanzo del tutto fantastico, non \u00e8 da premiare, nonostante il suo entusiasmo giovanile traviato dai cattivi maestri e dai cattivi premiatori. Innanzi tutto non \u00e8 vero che quelle di Carabba siano solo stramberie. Pivetta, cui sta a cuore la mercificazione del mondo, dovrebbe riconoscere che cos\u00ec di passaggio, con la mano sinistra, Carabba la individua meglio che tutte le sue enumerazioni di macchine e di merci. Gi\u00e0 il primario che prende in cura il bambino Jakobino, &#8220;un uomo con gli occhi franchi che giocava bene a whist&#8230; intendeva utilizzarlo per la compravendita degli organi usati&#8221;, dando cos\u00ec al bambino privo di genitori &#8220;la possibilit\u00e0 di integrarsi, di non essere un emarginato&#8221;. Quanto alle automobili, &#8220;gli erano attorno in un itinerario doloroso: un esercito di schiavi gremiva la nazione e allagava le piazze&#8221;. Questo lo vediamo o leggiamo ogni momento, ma qui \u00e8 detto con la forza della parola letteraria. Per non parlare dell&#8217;impresa principale di Jakob, la trasformazione dell&#8217;Antartide in un enorme gelato al limone, che pu\u00f2 essere intesa come un&#8217;allegoria della mercificazione del mondo. Pu\u00f2, perch\u00e9 l&#8217;arte, specie fantastica, non \u00e8 mai riducibile a una sola interpretazione. Detto fra di noi (che non ci senta il mio mandante, il premio Calvino), questa mi sembra la migliore indicazione finora uscita dal premio, tant&#8217;\u00e8 vero che fu patrocinata fin dall&#8217;inizio da uno scrittore, Consolo, che non appartiene certo alla parrocchia dei surrealisti in odore di gratuit\u00e0. Invece Pivetta sembra confondere il premio Calvino, nato proprio per distinguersi dagli altri, con questi altri. L&#8217;autore, rampollo di illustre famiglia, montatosi la testa per influsso dei cattivi maestri (chi siano poi questi maestri, Pivetta non lo dice), si sarebbe presentato al premio raccomandatissimo. Qui c&#8217;\u00e8 rischio di offendersi, e se fossi il premio Calvino ne avrei il diritto. Ma come? Si fa un premio in cui i dattiloscritti in prima istanza sono letti da una commissione di lettori non appartenenti all&#8217;establishment e che dell&#8217;autore conoscono solo il nome? E vero che ci fu un piccolo, ma importante editore di nome Carabba, ma ce lo ricordiamo solo noi vecchi, i giovani conoscono solo Berlusconi, come mostrano le statistiche televisive. E non \u00e8 vero che la pubblicazione da Einaudi &#8220;sta nelle regole del premio&#8221;. L&#8217;autore \u00e8 libero di pubblicare da chi vuole, due vincitori erano usciti finora da Marsilio, uno solo da Einaudi. Tutto sbagliato. Ma Pivetta non era un nostro caro amico? S\u00ec, e speriamo che torni ad esserlo, poich\u00e9 il proverbio francese dice <i>on n&#8217;est trahi que par les siens<\/i>. Pivetta \u00e8 un traditore, ma \u00e8 pur sempre dei nostri e certo si ravveder\u00e0.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;L&#8217;Indice&#8221; non \u00e8 il premio Calvino, ma ha con esso indubbi rapporti di paternit\u00e0, molti collaboratori della rivista annoverandosi tra i fondatori del premio. 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