{"id":484,"date":"2018-09-10T21:43:43","date_gmt":"2018-09-10T21:43:43","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/?p=484"},"modified":"2019-03-08T21:30:22","modified_gmt":"2019-03-08T21:30:22","slug":"outrances","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=484","title":{"rendered":"Outrances"},"content":{"rendered":"<p><i>&#8220;Il nostro uomo tagli\u00f2 la corda che legava il suino e gli ficca nel fianco il coltello dandogli col ginocchio un colpo bestiale per l&#8217;appunto. Il maiale cade ululando dal portello aperto. Piange, \u00e8 in acqua&#8221;. Questa frase all&#8217;inizio, con salti a gradini di tempo \u2014 perfetto, imperfetto, presente , con balzi dalla prima alla terza persona, con rapide svolte beffarde \u2013 &#8220;un colpo bestiale per l&#8217;appunto&#8221; -, questa prima immagine del romanzo <a href=\"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/?p=56\">Jakob Pesciolini<\/a> di Enzo Fileno Carabba, che ha vinto il premio Calvino 1990, sembra rimandarci a un&#8217;aura di ottusa e assurda crudelt\u00e0 da mondo contadino, da mondo stravolto come quello che si pu\u00f2 leggere ad esempio in Rabelais e che si pu\u00f2 vedere nei quadri di Brueghel il Vecchio, <\/i>Il mondo alla rovescia<i> o <\/i>Il paese di cuccagna<i>, in cui maiali, per l&#8217;appunto, con coltellacci infilati nella cute come in guaine o cinghie se ne vanno a spasso tranquilli. Sennonch\u00e9, nel racconto di Carabba, non siamo pi\u00f9 nella demenza, dovuta a privazione o allucinatoria abbondanza di cibo, di un arcaico mondo, ma in un attuale, altamente tecnologizzato, opulento contesto in cui l&#8217;assoluta animalit\u00e0, nelle forme pi\u00f9 grasse e pi\u00f9 feroci, riemerge come da una profondit\u00e0 obliata. Il primo capitolo o Prologo non \u00e8 che la conclusione dell&#8217;intera vicenda, il cui svolgimento <\/i>soi-disant<i> logico o cronologico si pu\u00f2 in qualche modo riferire partendo dal secondo capitolo. Quando l&#8217;eroe Jakob, ultimo di numerosi fratelli e privo di genitori, bambino solamente anagrafico perch\u00e9 non infantile, appare nella casa d&#8217;un&#8217;isola. Solo, un giorno si butta nell&#8217;acqua e nuota alla scoperta del mondo. Viene subito travolto da un traghetto. In ospedale, riconosciuto &#8220;fenomeno&#8221; dalla ricca filantropa Erika Vonvolveth, viene preso, portato in una &#8220;civile&#8221; citt\u00e0 ed \u00e8 adottato dai coniugi Krop: architetto lui, scrittrice lei.<\/i><\/p>\n<p><i>A scuola, Jakob si innamora della grassa Adel. Con Adel, naturalmente, sua Cunegonda, il nostro Jakob-Candido ha la sua iniziazione sessuale (&#8220;Adel era bellissima. Glielo sgusci\u00f2 limpidamente e se lo introdusse. Cosi Jakob conobbe l&#8217;amore&#8221;). Da quel momento i due innamorati diventano compagni di avventure, evasioni, fughe per il mondo, diventano complici di malefatte, tra cui lo sgozzamento senza ritegno&#8221; della Vonvolveth. In prigione, come capita a tutti i carcerati, Jakob Pesciolini si laurea e diviene un eminente scienziato. In libert\u00e0, cerca di realizzare un progetto grandioso che aveva accarezzato e studiato nei minimi particolari: irrorare di limone l&#8217;Antartide per trasformare i ghiacciai in una grande, immensa granita. E nell&#8217;Antartide sono disavventure, apparizioni, incontri, agnizioni, disastri, perdite, fra cui quella dell&#8217;amata Adel. La quale, apprendiamo in conclusione, \u00e8 stata uccisa per gelosia da Jakob. Il nostro eroe, tornato ricchissimo dall&#8217;impresa, sopraffatto dal rimorso, tenta il suicidio con il lancio nelle fauci dei pescecani. Ma non gli riesce, e incarica un&#8217;agenzia specializzata in suicidi su commissione: e di nuovo sono intrecci, scoprimenti, soluzioni imprevedibili, in una circolare e labirintica sequenza che non ha fine o possibile porta o rito d&#8217;uscita<\/i><\/p>\n<p><i>Siamo, \u00e8 chiaro, nel racconto di Carabba, nel dominio del favoloso, del fantastico; la sua materia \u00e8 ritagliata in quella dell&#8217;assurdo e del sogno. Dice a proposito Bergson (<\/i>Le rire<i>): &#8220;L&#8217;assurdit\u00e0 comica \u00e8 della stessa natura dei sogni&#8221;; e ancora: &#8220;Vi sono le ossessioni comiche che somigliano molto, mi sembra, alle ossessioni del sogno&#8221;. E le ossessioni di Carabba sono appunto i pesci (<\/i>Pesciolini<i>), onirici e ripugnanti come nei quadri di Bosch o di quel Brueghel di cui sopra dicevamo a proposito di maiali scannati. Ma maiali e pesci (e pescecani) sono segni e simboli di un clima di outrances che \u00e8 quello dominante in Jakob Pesciolini.<\/i><\/p>\n<p><i>Se nell&#8217;arcaico mondo contadino di Rabelais e di Brueghel \u00e8 rappresentata e celebrata con le oltranze tutta una festa delle trasgressioni, qui siamo di fronte alla pi\u00f9 felice e irripetibile festa del le trasgressioni nella vita dell&#8217;uomo: quella dell&#8217;adolescenza. Dove, oltre che con il reale, si opera gioiosamente la frattura con i diversi codici, non ultimo quello linguistico o sintattico o strutturale.<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Il nostro uomo tagli\u00f2 la corda che legava il suino e gli ficca nel fianco il coltello dandogli col ginocchio un colpo bestiale per l&#8217;appunto. 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