{"id":636,"date":"2019-07-09T21:02:57","date_gmt":"2019-07-09T21:02:57","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=636"},"modified":"2019-07-11T21:16:22","modified_gmt":"2019-07-11T21:16:22","slug":"e-lantartide-diventa-una-granita-al-limon","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=636","title":{"rendered":"E l\u2019Antartide diventa una granita al limon"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non \u00e8 vero che i premi letterari<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> siano sempre la bella vetrina che le grandi <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">case editrici si disputano a turno. C&#8217;\u00e8 premio e premio. Anche se non famoso, anche se dotato di poche lire, il &#8220;Premio Calvino&#8221;, promosso dall&#8217;Indice del libro, riesce nel suo intento di segnalare di volta in volta testi, saggi o romanzi inediti di qualche forza e novit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 1991 ha fatto centro con un&#8217;opera prima curiosa fin dal titolo, &#8220;Jacob Pesciolini&#8221;, per mano di un giovanissimo, Enzo Fileno Carabba, classe &#8217;66:\u00a0 ora edito da Einaudi.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ancor pi\u00f9 strano e straordinario il racconto. In un andirivieni di tempi, luoghi e di tagli narrativi, scorre la biografia o meglio, le mirabolanti metamorfosi di Jakob (con K dentro il romanzo) Pesciolini, uno strambo personaggio, se ancora si pu\u00f2 usare questo termine per una funzione letteraria<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, che qui \u00e8 solo il portatore di una voce linguistica e di qualche riconoscibile sequenza di dialoghi e azioni.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Insomma, tanto per indicare la traccia ridotta all&#8217;osso: chi detiene quel nome cos\u00ec buffo \u00e8 dapprima un bambino orfano, adottato poi da una coppia, i conviventi Krop, \u201cdi cui il maschio (Ernst) \u00e8 un architetto il quale dipinge alcune volte; e la femmina (Tony)\u00a0 scrive alcuni libri\u201d, SI, non c&#8217;\u00e8 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">errore: Fileno Carabba scrive proprio cos\u00ec. In una sorta di straniamento verbale che fa il verso a un ipotetico basic italian, condito a volte con stili pi\u00f9 aulici, parola ricercate, sempre piegati al giro Ironico e fredduristico della frase, risolti\u00a0 infine in una sorta di tic comico-parodistico ben dentro lo regioni del grottesco e dell&#8217;assurdo. Qualcosa &#8211; diciamolo subito &#8211; dl oggettivamente ed efficacemente originale. Specie nel panorama Italiano, che se ha avuto un Gadda e i suoi nipotini, non ha mai concesso molto al fantastico<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> e all&#8217;assurdo di marca anglosassone.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Jakob va a scuola, s&#8217;innamora di Adel. Pi\u00fa cresce, pi\u00f9 s&#8217;infittiscono le sue allucinate avventure, sempre sul filo di una dolceamara leggerezza di deliri e di raptus. Compresa l&#8217;apparizione (donna reale o Madonna che rivela un destino?) di \u201cuna donna radiosa in un chilometrico manto azzurro, contornata di deltaplanisti plaudenti come le stelle del mattino\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dopo aver massacrato diciassette gatti, d\u00e0 l&#8217;assalto a una biblioteca, munito, un po\u2019 come l&#8217;Uomo Ragno di pistola lancia-rampini che gli consente un free climbing sulle pareti del palazzo. Qui trova un Iibro che gli insinua una storia, non senza sbarazzarsi dell&#8217;ingombrante Vonvolveth: la storia che far\u00e0 sua, dopo l&#8217;imprigionamento di cul relazionano le lettere ad Adel.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Storia\u00a0 e idea sono poi queste: irrorare l&#8217;Antartide con succo di limone a ottenere una enorme, megagalattica granita per la delizia dei mili<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">oni di consumatori e le sue tasche. Perch\u00e9 l&#8217;entrata nel continente commestibile sarebbe stata a pagamento, ovvio.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Jakob, Adel, un elicotterista e altri personaggi, o riduzioni dei medesimi, s&#8217;avviano nel sesto continente. L&#8217;elicottero irrora succo di limone, le slitte eruttano Iimoni spremuti da due proboscidi artificiali. Senonch\u00e9 il progetto subisce un ridimensionamento e il gruppetto s&#8217;infila in un labirinto sotterraneo di ghiaccio che assomiglia a un&#8217;enorme caramella. Un finale disastroso pone termine all&#8217;impresa. Tutto precipita, come si dice della maionese: e finisce in acqua e cubetti di ghiaccio. Jakob Pesciolini si ritrova a girare attorno alla Terra insieme con A. d. (cio\u00e8 Anno domini), un pesciolino. L&#8217;ultimo astronauta con la Nebulosa del Topo alle spalle contempla il pianeta, la Terra: \u201cNon la trovi ingrassata? E\u2019 gonfia perch\u00e9 \u00e8 gi\u00e0 un cadavere. Galleggia nell&#8217;idrogeno come un cadavere che faccia il morto\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Chiaro che siamo dentro uno di quei racconti in cui la trama non esaurisce neppur uno del sensi del libro. Ci\u00f2 che stupisce il lettore &#8211; di sconcerto a d&#8217;ammirazione &#8211; \u00e8 <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">innanzitutto il linguaggio cos\u00ec libero, elementare, infantile (programmaticamente infantile, s&#8217;intende) e ludico. Lieve, come \u00e8 lieve una qualsiasi delle sentenze-descrizioni, presa a caso: \u201ccome il cuore degli uomini sia fatto per ospitare l&#8217;idea della neve e della sue cavalcalture leggere\u201d. O le similitudini giocate in contropiede sui luoghi comuni. Si deve dire che il cielo era azzurro? Azzurro come? Ecco: \u201cIl cielo ora azzurro come un principe\u201d. Di queste invenzioni, trovate pirotecniche Il romanzo breve \u00e8 infittito come l\u2019aiuola dl un giardino botanico. Con un&#8217;aria, tutt&#8217;intorno, di stralunato e demenziale, al limite del geniale.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma non si pensi a una superficie tutta squilli di colori e trovatine. A palparlo e ripalparlo, come si fa con le stoffe, il tessuto linguistico-narrativo <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">ha il suo spessore. Intanto, nella trasformazione di Jakob in una sorta di buffo-cristo che, prima di ascendere al cielo, finisce nelle viscera della terra e nei recessi tenebrosi e immondi: una sorta di Ofwlq di Calvino ma di gran lunga meno raziocinante e discorsivo.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">N\u00e9 sfuggono ai polpastrelli del lettore certe ossessioni. In testa la citt\u00e0, ormai ridotta a un ammasso di materia informe tra organica e inorganica: \u201c<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">una gora bluastra al neon &#8211; la citt\u00e0, I vapori, la citt\u00e0, fumante e semiliquida, si muoveva come un&#8217;ameba in cerca di cibo\u201d. E i diversi paesaggi comico-allucinati, dove la parola paesaggio cos\u00ec spesso ripetuta dichiara appunto I&#8217;inesistenza o la deflagrazione di un paesaggio reale o riconoscibile.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Tanto virtuosismo, tanta bravura non ha una pecca. Tutto fila senza un&#8217;incoerenza. La giovane scrittura nasce gi\u00e0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, come certi prodotti ortofrutticoli odierni, perfettamente\u00a0 modellata e irreprensibile.<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 vero che i premi letterari siano sempre la bella vetrina che le grandi case editrici si disputano a turno. 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