{"id":105,"date":"2015-10-07T21:16:53","date_gmt":"2015-10-07T21:16:53","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/?p=105"},"modified":"2017-10-18T20:25:22","modified_gmt":"2017-10-18T20:25:22","slug":"il-nuovo-carabba-subacqueo-familiare-di-fulvio-paloscia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=105","title":{"rendered":"Il nuovo Carabba subacqueo familiare"},"content":{"rendered":"<p>ENZO Fileno Carabba ha scritto il libro di una vita. E della vita. Perch\u00e9 dietro l&#8217;incantato (e incantevole) protagonista &#8211; io narrante di La zia subacquea e altri abissi famigliari (Mondadori) c&#8217;\u00e8 dichiarata autobiografia. E perch\u00e9 questo romanzo \u00e8 davvero il pi\u00f9 maturo ma anche irrituale e iconoclasta ad essere mai uscito dall&#8217;ironicissimo e stupefatto laboratorio dello scrittore fiorentino. Che sempre pi\u00f9 somiglia ad un Dottor Calligari (certo pi\u00f9 pacifico di quello del film) capace di annodare diversissimi fili letterari (dal Bildungsroman al romanzo d&#8217;educazione sentimentale alla fantascienza fino alla letteratura per ragazzi) ma anche di giocare abilmente con finzione e realt\u00e0. E mai, forse, i suoi &#8220;romanzi-sottomarini&#8221; sono riusciti a scandagliare con tanta potenza i fondali pi\u00f9 oscuri dell&#8217;esistenza, come questo. Anche se qui il reale prevale con maggiore forza rispetto al passato, comunque incorniciato da quei magici sfasamenti temporali chiamati ricordi, parola bella ma anche scomoda per il suo portato nostalgico. Carabba, infatti, preferisce definirli \u00abmessaggeri. Ho sempre pensato \u2014 racconta \u2014 che i ricordi non siano di particolare interesse rispetto alla pulsione fantastica, per me davvero sinonimo di scavo. Il ricordo mi riporta alla mente Pontiggia, che parlava con fastidio degli scrittori dalla memoria inarrestabile, quelli che ti spingono a pensare &#8220;Ma chi lo ferma questo qui? Chi gli spara?&#8221;. Per\u00f2 poi certi episodi della vita hanno preso a tornarmi alla mente come se fossero entit\u00e0 aliene che avevano importanti cose da spiegarmi sulla vita. Gurdjeff diceva che il cocchiere e cavallo non parlano lo stesso linguaggio, eppure devono capirsi, ascoltarsi. E, aggiunge, tutti noi siamo sia cocchiere che cavallo. Ecco, io ho ascoltato questi ricordi insistenti come se fossero il mio cavallo. Poi Gurdjeff disserta anche su una carrozza. Ma quello non l&#8217;ho capito&#8230; \u00bb.<\/p>\n<p>Un romanzo incline verso il reale, si diceva. Ma il modo in cui il protagonista osserva la sua vita, passata e presente, ha qualcosa di poco terreno: \u00ab La zia subacquea- prosegue Carabba &#8211; \u00e8 nato come un romanzo in cui il protagonista pensa di avere poteri paranormali, seppure tenui. Poi mi \u00e8 stato fatto notare che di questi poteri non c&#8217;\u00e8 traccia, anche se per me eccome se ci sono: e non sono solo le sue capacit\u00e0 di sentire la voci, ma il potere della dimenticanza o quello di sconfiggere gli incubi \u00bb. O di rapportarsi con una famiglia insolita, rumorosa, dilagante: \u00abLa famiglia \u2014 mia e del protagonista \u2014 \u00e8 un luogo soprattutto maschile, fatta di uomini burberi s\u00ec, ma dai grandissimi racconti. E dalle personalit\u00e0 fortemente reattive, capaci di rispondere in modo spropositato ad un semplice buongiorno. Una famiglia che \u00e8 un turbinare d&#8217;energie, non certo indifferente e apatica, attraversata da tempeste psichiche stimolanti. Sia chiaro: io provo amore per tutti i personaggi. Quando prevale l&#8217;aspetto fantastico puoi essere severo, ma se ti rifai al reale, c&#8217;\u00e8 una maggiore necessit\u00e0 di cautela e di delicatezza\u00bb.<\/p>\n<p>Fin dal titolo, anche in questo romanzo torna forte il tema dell&#8217;acqua, che dalla vita (l&#8217;autore \u00e8 appassionatissimo di immersioni) dilaga nella letteratura: \u00abIo tendo a scordarmi quasi tutto &#8211; confessa Carabba \u2013 ma non i fondali che ho esplorato. Jung diceva che ognuno di noi ha un ricordo remoto da cui inizia la vita, in quel momento gi\u00e0 molto complessa. Io aggiungo che quel ricordo deve saldarsi per forza con qualcosa che c&#8217;era prima e che, per quanto mi riguarda, doveva essere per forza acquatico\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ENZO Fileno Carabba ha scritto il libro di una vita. E della vita. 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