{"id":666,"date":"2019-10-15T20:26:35","date_gmt":"2019-10-15T20:26:35","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=666"},"modified":"2019-10-15T20:26:35","modified_gmt":"2019-10-15T20:26:35","slug":"cuor-di-fumetto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=666","title":{"rendered":"Cuor di fumetto"},"content":{"rendered":"<h2><span style=\"font-weight: 400;\">Ha vinto il Calvino. Piace a Consolo. E\u00a0 scrive fantacomiche.<\/span><\/h2>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSiamo nel dominio del favoloso, del fantastico, dell&#8217;assurdo, del <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">comico\u00bb: con queste parole lo scrittore Vincenzo Consolo presenta ai colleghi della giuria il suo autore preferito fra quelli che, nel &#8217;90, avevano partecipato al premio Italo Calvino per opere prime di esordienti. L&#8217;attenzione di Consolo si era fermata su un voluminoso dattiloscritto: Lo aveva letto con attenzione e poi saldamente difeso in giuria. Alla fine fu proprio il suo autore, Enzo Fileno Carabba, 24 anni (ora ne ha 26), a vincere. E ora \u00e8 l&#8217;Einaudi che, dopo attente nuove letture (nel frattempo il libro si era sveltito, per scelta del giovane autore), sta per lanciare il romanzo in libreria alla fine di giugno. Si intitola, come nella prima stesura, Jacob Pesciolini, dal nome del protagonista.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u00abLa cosa che ci \u00e8 piaciuta di pi\u00f9 in questo romanzo \u00e8 la capacit\u00e0 dell&#8217;autore di lavorare diversi materiali di tipo basso in un montaggio controllatissimo, colto, alto, in un certo senso vicino al nouveau roman degli anni Sessanta\u00bb racconta Mauro Bersani, editor della narrativa italiana Einaudi. \u00abPrende dal fumetto, dall&#8217;horror, dalla fantascienza, ma rifiuta sempre la fusione fra le diverse scritture, facendo invece ribollire e scatenare i contrasti, in un approccio alla letteratura che diventa sofisticato pur pescando da letture popolari. Per questo mi sembra di trovarci i modi classici di un postmoderno italiano\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ma chi \u00e8 Carabba, come vede se stesso e la sua scrittura, si sente postmoderno oppure no, e, per cominciare, che cosa racconta il suo romanzo? Intanto bisogna dire subito al futuro <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">lettore che entrare dentro al romanzo costa, alle prime pagine, un certo sforzo di concentrazione. Ma dopo l&#8217;inizio vero e proprio del racconto, che parte dall&#8217;infanzia di Jacob Pesciolini, si viene conquistati dalla trama. Che \u00e8 difficilissima da raccontare, tante sono le cose che accadono: orfano con molti fratelli che lo abbandonano, Jacob fugge di casa e subisce un orribile incidente (preso per un luccio viene travolto da un traghetto); ricoverato in ospedale, viene adocchiato dalla ricca cinquantenne Erika Vonvolveth che lo fa adottare da una coppia tedesca. Scuola, amore per la grassa Adel, uccisione della ricca Vonvolveth, dura prigione, dove Jacob studia e diventa scienziato; partenza con Adel per il mondo dell&#8217;Antartide. Obiettivo: trasformarlo in una immensa granita irrorando succo di limone da un elicottero; infinite avventure, morte di Adel e suspense finale, il tutto complicato da un&#8217;ombrosa storia di killer.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per descrivere Carabba bastano po<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">chi dettagli: ha momentaneamente interrotto l&#8217;universit\u00e0, dove era interessato soprattutto alla storia della filosofia, ha studiato anche musica, abita a Firenze, in un monolocale: lui, lei, pi\u00f9 due gatti. Ha lavorato per l&#8217;editoria, e soprattutto scrive, non direttamente al computer, ma preferibilmente a mano o a macchina, per conservare memoria delle successive versioni dei suoi testi. La sua grande passione, correlata al gusto per l&#8217;altezza, la verticalit\u00e0, le cose in bilico, \u00e8 andare sott&#8217;acqua con le bombole, esplorare il fondo marino, fermarsi seduto a guardare gli abissi. Rifiuta la definizione di postmoderno: \u00abPer me \u00e8 il <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">racconto che ha valore anche per gli sviluppi linguistici scelti, dice.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cIl filo unitario di un romanzo \u00e8 dato appunto dalla sua storia e dalla sensibilit\u00e0 di fondo che \u00e8 sempre la stessa, mentre certi aspetti del linguaggio possono mutare con il mutare degli episodi narrati. Secondo me, il romanzo \u00e8 tenuto da una logica che \u00e8 anche visuale: \u00e8 la visibilit\u00e0 delle azioni che mi interessa\u00bb conclude Carabba. E se gli si chiede quanto nel libro \u00e8 autobiografico, se lo sono le vicende, o le ossessioni che circolano di pagina in pagina, risponde di no per le vicende, mentre lo sono alcune ossessioni, come per esempio quella dell&#8217;altezza o della profondit\u00e0 dell&#8217;Antartide. \u201cMa non ci sono simbolismi, o metafore, nemmeno a proposito dei killer, o di quando Jacob, alla fine, va alla deriva in una capsula spaziale: perch\u00e9 non penso che l&#8217;uomo contemporaneo vada alla deriva\u201d.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quello che preoccupa Carabba, fra le varie cose dette su di lui dai suoi <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">primi lettori professionali, \u00e8 che la sua sia una storia soltanto di fantascienza, sull&#8217;Antartide.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cQuesto \u00e8 solo un episodio\u201d spiega. E vorrebbe che, a proposito del suo linguaggio, si capisse che lui applica certi modi di esprimersi alle situazioni pi\u00f9 fantastiche, ma sempre concrete. Non a caso la massima scena d&#8217;amore fra Jacob e Adel \u00e8 scritta cos\u00ec: Jacob tento di spogliarla, anche se non era sicuro di quello che faceva. Dopo alterne vicende si ritrovarono affannati e semisvestiti. Adel era bellissima. Glielo sgusci\u00f2 limpidamente e se lo introdusse. Cos\u00ec Jacob conobbe l&#8217;amore\u201d<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">E anche nella parte del racconto che \u00e8 di fantascienza, per esempio \u00abQuando dopo cinque ore di marcia automatica il mare scomparve dalla loro vista e dalle loro teste, Hideiko disse che era un peccato, perch\u00e9 forse avrebbero potuto pescare dal di sotto\u00bb, mentre sembra di essere davvero in un fumetto, con tutti i suoi effetti, la scrittura, pur in parte mutata, resta \u201calta\u00bb. E tornano cos\u00ec in mente i primi dichiarati amori del giovane Carabba: da Gadda a Queneau, passando per Rabelais, e per finire con Isaac Asimov e Philip K. Dick, autore di quel Cacciatore di androidi la cui rinnegata edizione in cinema \u00e8 il mitico Blade runner.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ha vinto il Calvino. Piace a Consolo. 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