{"id":712,"date":"2020-03-08T09:29:07","date_gmt":"2020-03-08T09:29:07","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=712"},"modified":"2020-03-08T09:59:53","modified_gmt":"2020-03-08T09:59:53","slug":"valentina-pagni-intervista-sulla-scuola-di-musica-di-fiesole","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=712","title":{"rendered":"Valentina Pagni, Intervista sulla scuola di musica di Fiesole"},"content":{"rendered":"<div dir=\"ltr\">\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Da dove cominciamo?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Da ragazzo studiavo il pianoforte e mi venne l\u2019idea di fare il compositore\u2026un\u2019idea fantastica. Anche se non sapevo esattamente cosa fosse un compositore.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Perch\u00e9 il pianoforte?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Il pianoforte era l\u00ec prima di me, un bel Pleyel della bisnonna; la linea musicale proseguiva con mio nonno, che lo suonava ad orecchio. Alla fine delle scuole elementari pensai di cominciare anch\u2019io a suonare. I miei erano scettici. \u201cSuona la chitarra\u201d, mi suggeriva mio padre, \u201cche con le ragazze funziona meglio! La chitarra puoi portarla sulla spiaggia\u201d. Io per\u00f2 preferisco lo scoglio e mi dedicai al pianoforte.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Dopo un periodo di lezioni private col maestro Caglieri trovai naturale, dato che abitavo al Salviatino, ai piedi della collina di Fiesole, salire in bicicletta alla Scuola, dove incontrai subito Piero Farulli. Aveva uno sguardo fiammeggiante, leonino. Come tutti i grandi felini, oltre a possedere una notevole forza te ne trasmetteva una parte. Mi spieg\u00f2 che il pianoforte era uno strumento per letterati solitari mentre la musica \u00e8 fatta per stare insieme. Mi sugger\u00ec \u2013 autorevolmente \u2013 di suonare anche il corno. <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Perfettamente in linea con la sua filosofia\u2026<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <font style=\"font-size:16pt\">Ebbi un\u2019impressione di generosit\u00e0. Negli anni ho scoperto che a tante persone Farulli ha fatto questo effetto, ad ognuno ha detto una frase memorabile, breve ed incisiva, che queste persone si sono portate dietro come un talismano. Ci sono frasi che conservano un potere.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Per\u00f2 a quel punto bisognava mettersi al lavoro\u2026<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Studiavo pianoforte<\/font><font style=\"font-size:16pt\"> con Dorina Nencetti  e corno con Amilcare Cipriani. Lezioni di storia della musica di Daniele Spini. Quando ne parlava lui, riuscivo perfino ad apprezzare Wagner. In generale,  i miei risultati non furono vistosi, ma l&#39;emozione fu grande. D\u2019altra parte, per essere all\u2019altezza della presentazione che Farulli aveva fatto di me agli insegnanti, avrei dovuto essere un altro. Come racconto nel libro, al primo incontro suonai per il Maestro una Invenzione a due voci<\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i> <\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\">di Bach. Nella telefonata che fece subito alla mia futura insegnante Farulli mi present\u00f2 come un conoscitore profondo di <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>tutte<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\"> le Invenzioni a due voci. Durante la prima lezione dovetti ridimensionare il mio personaggio. Lo stesso col maestro di corno, al quale Farulli disse che conoscevo perfettamente &#8211; come ascoltatore &#8211; i Concerti per corno di Mozart, inducendomi ad ascoltarli di continuo per giorni, prima di incontrare il maestro. Per cui si pu\u00f2 dire che l&#39;immaginazione di Farulli incise sulla realt\u00e0, dato che alla fine li conoscevo davvero. <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Da come ne scrivi, \u00e8 chiaro che la Scuola fu per te un luogo felice<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Proprio cos\u00ec. Un&#39;immersione nella musica.  Dopo pochi anni, obbedendo a una legge naturale vecchissima, iniziarono i turbamenti giovanili. Andare tutte le mattina al liceo mi infastidiva profondamente: certo per colpa mia. Comunque venire a Fiesole continuava a piacermi, perch\u00e9 era come un altro mondo, pi\u00f9 accogliente. Nel mio ricordo galleggia l\u2019immagine della Torraccia che si svuotava, verso sera (c\u2019era solo il custode Vincenzo). Passavo da una stanza all\u2019altra e mettevo le zampe sui vari pianoforti, senza incontrare quasi nessuno. Dalle finestre entravano il paesaggio e l&#39;oscurit\u00e0. Salivo all\u2019aula Torre. Nella piena solitudine (Farulli dunque aveva ragione!) il luogo era affascinante e misterioso,  come in un film dell\u2019orrore, ma senza la paura. Pensavo che potessero esserci i fantasmi, ma erano gente a posto. Non sono pi\u00f9 stato in quell\u2019aula, e mi piacerebbe tornarci.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>E il tuo progetto di fare il compositore?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Cominciai a frequentare le lezioni di Sylvano Bussotti. A volte si parlava poco di musica, per\u00f2 le narrazioni erano avvincenti. Anche gli allievi erano particolari. Quando, alla prima lezione mi presentai con un quaderno e feci per prendere appunti, suscitai sguardi di commiserazione.  Avevo gi\u00e0 sentito grandi parlatori (ero abituato ai salti logici di mia nonna), ma nelle parole di Bussotti c&#39;era una scintillio. I suoi racconti labirintici mi ricordavano &#8211; in meglio &#8211; i discorsi di Osho, ed erano di grande fascino. Qualche volta la lezione poteva consistere anche solo nel guardarlo comporre: tracciava arabeschi e sembrava di essere a teatro. <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Collegavo la presenza di una simile personalit\u00e0 ad un disegno di Piero Farulli, che come uno stratega aveva attratto nell&#39; orbita della Scuola, grazie al suo carisma, individualit\u00e0 di assoluto rilievo, anche molto diverse da lui. <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Forse per\u00f2 non erano le lezioni pi\u00f9 adatte ad un ragazzino\u2026<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Infatti, e questa era la parte migliore della faccenda. Gli altri allievi erano pi\u00f9 grandi e gi\u00e0 musicalmente formati. Dei musicisti, effettivamente. Mi pare (i miei ricordi hanno lacune enormi) che Farulli stesso mi avesse mandato l\u00ec, e gliene sono grato. Non capire pu\u00f2 essere bello. Nello stesso periodo sentivo un&#39;attrazione irrazionale nei confronti della scienza. Provavo a leggere libri di astrofisica, per esempio. Non capivo niente. Ma quello che conta \u00e8 l&#39;atmosfera dell&#39;universo, non \u00e8 che possiamo stare sempre a guardare il dettaglio. E cos\u00ec per quelle lezioni: mi piaceva l&#39;atmosfera.  Del resto, quell&#39;atmosfera non l&#39;ho pi\u00f9 ritrovata.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Non c\u2019era mai insofferenza, da parte degli allievi?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Nei confronti di un ragazzino che capiva poco ma apprezzava l&#39;atmosfera? No. Le persone che ho incontrato in quel periodo alla Scuola (primo fra tutti Farulli) trasmettevano la sensazione che quello che facciamo, piccolo o grande che sia, \u00e8 importante. Questa sensazione (che definirei fisica) \u00e8 un regalo prezioso, che dura nel tempo. <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Racconta\u2026<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Ricordo un concerto alla Limonaia: suonarono pezzi scritti da allievi e fu incluso anche un mio piccolo pezzo per pianoforte, eseguito dal pianista Mauro Castellano. Spesso negli ambienti specialistici il dilettante e l\u2019apprendista sono irrisi; lo so  perch\u00e9 sono un appassionato raccoglitore di preziosi reperti inutili, che trovo durante le mie passeggiate subacquee e campestri. Mi \u00e8 capitato di incontrare archeologi gentili, che mi danno un parere sugli oggetti che ho raccolto, ma succede anche di essere immediatamente fermati dal rifiuto sdegnoso di occuparsi delle richieste di un dilettante. Questo nella classe di Sylvano Bussotti non esisteva: nessuno rideva, l\u00ec, venivamo presi sul serio. La linea dominante era legata alla cosiddetta musica d\u2019avanguardia, che tendo a non ascoltare ma di cui ammiravo il coraggio.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Quale musica preferisci?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Come aspirante compositore avevo scritto delle musiche infantili, che per\u00f2 non ho mai osato mostrare al Maestro, anche perch\u00e9 nella classe di composizione tutti erano adulti e seri. A quel tempo, tra le persone che frequentavo, canticchiare e muovere la testa al ritmo della musica era considerato disdicevole. A me in realt\u00e0 piace canticchiare e muovere la testa. Di tutta questa invenzione della musica, \u00e8 uno degli aspetti che preferisco. Questo avrebbe dovuto dirmi qualcosa.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\">\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>In ogni caso da questa esperienza di giovane compositore \u00e8 derivata quella di scrittore per la musica?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">S\u00ec, cominciai a scrivere parole legate alla musica, cose brevi che ipotizzavo qualcuno potesse cantare. Poi scrissi un libretto per Bussotti, e fu interessante perch\u00e9 per la prima volta si trattava di una storia: avvenimenti che devono far rima tra loro.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">All\u2019epoca non pensavo di essere davvero interessato alle storie, scrivevo in versi. Dopo aver scritto questo libretto cominciai invece a pensare alle storie. Il libretto divenne un\u2019opera, col titolo <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>Int\u00e9grale Sade<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\">, e qualcuno mi sugger\u00ec di partecipare al Premio Calvino nella sezione libretti. Era il 1990.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>E lo facesti?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">S\u00ec, ma nel frattempo la lettura, in una stessa estate, di <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>Gargantua e Pantagruel<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\"> di Rabelais e di <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>Viaggio al termine della notte<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\"> di C\u00e9line aveva acceso in me un nuovo amore per le storie, non veri e propri romanzi serrati, ma storie debordanti, oceani di episodi, come <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>Don Chisciotte<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\">, che mi entusiasmavano. Avevo scritto <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>Jakob Pesciolini<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\">, che mi sembr\u00f2 potesse rientrare nella tipologia del romanzo: lo spedii insieme al libretto e&#8230; vinse il Premio. <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Avevi solo 24 anni<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Ebbi fortuna con la giuria. Presidente era Vincenzo Consolo, un romanziere tendente al canto e al poema. Entrai in contatto con case editrici importanti, che prima non avevo preso in considerazione pensando che loro non avrebbero preso in considerazione me. In <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><i>Jakob Pesciolini<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\"> c\u2019erano delle note a pi\u00e8 di pagina in cui la storia si diramava per altre vie. Avevo notato che nei libri che mi piacevano c&#39;erano ampie digressioni, che alla prima lettura mi capitava di saltare, ma che magari andavo a rileggere dopo. Allora, pensai, ci sono diverse velocit\u00e0 della mente: una che vuole andare avanti velocemente, l\u2019altra che si ferma o torna indietro ad osservare meglio. Volevo farlo anche io! Lego quest\u2019idea all\u2019esperienza della composizione musicale. Erano come variazioni. L\u2019editore elimin\u00f2 le mie diramazioni in nota, sostenendo che non sarebbero state lette neanche da mia sorella. Non fui in grado si smentirlo perch\u00e9 non ho una sorella.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Una volta iniziata l\u2019attivit\u00e0 di scrittore hai continuato a suonare?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Ad un certo punto io e la Scuola ci siamo persi di vista. Ma dentro di me \u00e8 rimasta una di quelle stanze in cui vagavo la sera.  Mi piace  improvvisare al pianoforte, per anni ho solo improvvisato, sul Pleyel ottocentesco della bisnonna e su un pianoforte pi\u00f9 moderno che era nella casa dei miei genitori. Quando sono venuto ad abitare qui a Impruneta ho riunito i due pianoforti, che finalmente si sono incontrati. Ma riesco a suonare solo quasi il Pleyel. Ha un suono meno potente, ma lo preferisco. Mi sembra di controllarlo meglio. <\/font><font face=\"Cambria, serif\"><font style=\"font-size:16pt\">\u00c8<\/font><\/font><font style=\"font-size:16pt\"> come un cavallo che mi conosce e mi asseconda.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Hai dedicato alcuni capitoli del libro a questo strumento<\/i><\/font><font style=\"font-size:16pt\"> <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Ha una storia particolare, legata alla presenza dei fantasmi\u2026 Tutti episodi dimostrati scientificamente o quasi. Oltre al pianoforte ho ritrovato di recente alcuni spartiti della bisnonna, che possedeva riduzioni pianistiche delle opere, delle sinfonie e dei quartetti che all\u2019epoca si suonavano in casa.  Ho trovato un pezzo di musica scritto da lei, ed alcune novelle; ha anche raccontato la storia del passaggio del fronte da Siena durante la Seconda Guerra Mondiale adottando il punto di vista di mio zio, che a quel tempo era un bambino piccolo.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Un\u2019artista anche lei, allora<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Una donna notevole, come anche il mio bisnonno, che prima di incontrarla era fuggito con un circo per seguire un\u2019acrobata di cui si era innamorato. La storia sembra inventata. Ma mia nonna giurava che \u00e8 vera. Il bisnonno acrobatico fu recuperato dal padre, che lo riport\u00f2 a Siena, dove conobbe la bisnonna e partecip\u00f2 in seguito alla costituzione dell\u2019Accademia Chigiana, di cui fu per molti anni segretario. Insomma, la musica, per un verso o per l\u2019altro, \u00e8 una parte importante nella mia tradizione familiare. Col circo invece abbiamo tagliato i ponti.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Tornando all\u2019attualit\u00e0\u2026ti sei riavvicinato a Fiesole attraverso la Casa della Musica di Arezzo, dove si \u00e8 tenuto l\u2019anno scorso uno spettacolo di musica e parole tratto dalla tua fiaba noir \u201cCon un poco di zucchero\u201d, con i sax di Alda Dalle Lucche e la voce di Maria Cassi<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><span style=\"background:transparent\">Alda Dalle Lucche \u00e8 posseduta dalla musica, che la spinge incessantemente verso nuovi orizzonti. Maria Cassi \u00e8 una grande attrice che pu\u00f2 trasformarsi in qualsiasi cosa muovendo un sopracciglio o roteando il naso. Con Alda stiamo lavorando a un nuovo progetto per la Casa della Musica ad Arezzo.<\/span><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>E sei tornato anche come genitore\u2026<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><a name=\"_GoBack\"><\/a><font style=\"font-size:16pt\">S\u00ec. C&#39;\u00e8 chi  sostiene che la vita non \u00e8 una retta ma una rete e che possiamo (spesso) tornare in punti che ci piacciono. Uno dei miei quattro figli,  <\/font><font style=\"font-size:16pt\"><span style=\"background:transparent\">Pietro<\/span><\/font><font style=\"font-size:16pt\">, frequenta il corso di violoncello con Elettra Gallini. Ho ritrovato una Scuola affollata, con bambini e ragazzi ben pi\u00f9 numerosi di allora. Da una parte  l&#39;individuo solitario che Farulli aveva acutamente visto in me rimpiange  la rarefazione umana di un tempo. Dall&#39;altra, per\u00f2, quando arrivo e sento suoni uscire da tutte le parti  mi sembra che sia una manifestazione della presenza di Farulli, al quale sono grato per tutto quello che mi ha dato tanti anni fa, anche se non gliel&#39;ho mai detto.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Come si era conclusa la tua esperienza di studente a Fiesole?<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Come ho scritto, quando decisi di smettere di suonare, Piero Farulli mi   fece notare che ero un bischero, e lo vedo ancora inseguirmi nel corridoio del primo piano con le sopracciglia inarcate e col corno in mano, come per tirarmelo in testa. Penso fosse un gesto simbolico, ma per prudenza mi defilai. In ogni  caso la scena mi piacque immensamente, perch\u00e9 mi dette un altro segno del suo interesse nei miei confronti. Non era uomo che lasciava andare via con indifferenza le pecorelle smarrite, e neanche un pecorone quale probabilmente ero io ai suoi occhi. Mi piace tornare su questa capacit\u00e0 di considerare tutto importante, perch\u00e9 ha a che fare con l&#39;ambizione e al tempo stesso con l&#39;umilt\u00e0. Credo che anche grazie a questo atteggiamento Piero Farulli sia riuscito a creare a Fiesole qualcosa di unico in Italia.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Il tuo affetto per la Scuola \u00e8 vivissimo, nel libro, anche attraverso il ricordo di tanti dettagli del luogo \u2013 penso ad esempio alla grande magnolia su cui racconti di esserti arrampicato (come fanno da sempre i bambini che vengono a Fiesole)<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">Farulli a volte mi salutava mentre ero appollaiato l\u00e0 sopra. La possibilit\u00e0 di salire su quell&#39;albero senza essere rimproverato (ero grandino) faceva parte della sensazione di libert\u00e0 che dava la Scuola. Sono grato anche alla magnolia. Una pianta accogliente, capace di ascolto. Chiss\u00e0 come conosce bene la musica, dopo tutti questi anni. E poi c&#39;era il giardino all\u2019italiana,  a quel tempo era sempre chiuso.  <\/font> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\"><i>Lo \u00e8 anche adesso\u2026<\/i><\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"><font style=\"font-size:16pt\">S\u00ec ma poco tempo fa, la sera, non c&#39;era nessuno. Il cancello era aperto di fronte a me. Non so perch\u00e9. Qualche fantasma musicale, sicuramente. Mi sono accorto che era una vita che aspettavo. Allora, piano piano, sono entrato.<\/font><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\"> <\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\" style=\"margin-bottom:0cm\">\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da dove cominciamo? Da ragazzo studiavo il pianoforte e mi venne l\u2019idea di fare il compositore\u2026un\u2019idea fantastica. 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