{"id":735,"date":"2021-05-15T20:54:02","date_gmt":"2021-05-15T20:54:02","guid":{"rendered":"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=735"},"modified":"2021-06-15T21:08:12","modified_gmt":"2021-06-15T21:08:12","slug":"il-senso-delle-vite-di-vasari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=735","title":{"rendered":"Il senso delle Vite di Vasari"},"content":{"rendered":"<p>Immaginare di dare corpo e anima,\u00a0 a uomini come Filippo Lippi o Sandro Botticelli, Pontormo o Cimabue,<br \/>\nLeonardo o Michelangelo\u00a0 \u00e8 impresa non facile. Intanto perch\u00e9 durante la prima met\u00e0 del \u2018500 lo fece gi\u00e0<br \/>\nGiorgio Vasari, architetto della corte medicea che ha firmato progetti come\u00a0 gli Uffizi,\u00a0 nelle due edizioni<br \/>\ndelle sue\u00a0 Vite (1550 e 1568) definite, forse in maniera limitata, il primo libro di storia dell\u2019arte quando \u00e8<br \/>\nmolto di pi\u00f9. E poi perch\u00e9 si tratta di materia delicata assai visto che se oggi Firenze \u00e8 quella che \u00e8, e forse<br \/>\nanche se l\u2019Occidente \u00e8 quello che \u00e8, lo si deve un po\u2019 anche a questi artisti.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Una serie, un libro<\/strong><\/span><br \/>\nEnzo Fileno Carabba, scrittore dalla penna lieve,\u00a0 lo ha fatto tenendo compagnia ai lettori del Corriere<br \/>\nFiorentino con umilt\u00e0 e arguzia per quattro anni\u00a0 \u2014 dal 2016 al 2020 \u2014 in una serie nella quale, puntata<br \/>\ndopo puntata,\u00a0 quelle vite narrate dal Vasari le ha riscritte a modo suo. E poi queste stesse le ha portate in<br \/>\ngiro, insieme al giornale in pubbliche letture che si sono svolte: qui a Firenze nel museo di Casa Vasari, e ad<br \/>\nArezzo, citt\u00e0 dove era nato l\u2019architetto di Cosimo I, con accompagnamento musicale del Duo Meissa e<br \/>\ngrazie a una partnership con la Scuola di Musica di Fiesole.\u00a0 Il 26 maggio questa impresa arriva in libreria<br \/>\ncon Bompiani in un volume di lettura piacevolissima che s\u2019intitola Vite sognate del Vasari. Un unicum, che<br \/>\ncambia la percezione di quanto pubblicato negli anni su questo giornale. \u00abIl libro \u2014 osserva l\u2019autore \u2014 ha<br \/>\ndato al mio lavoro la visione d\u2019insieme di quanto avevo fatto. Quando lavoravo alle singole storie per il<br \/>\nCorriere Fiorentino la rete di relazioni che legava ciascun artista agli altri non era\u00a0 evidente come lo \u00e8 oggi.<br \/>\nLeggere una vita dopo l\u2019altra ti fa intercettare frequentazioni, amicizie e inimicizie, simpatie e antipatie\u00bb.<br \/>\nNon solo, lo sguardo dall\u2019alto e inclusivo, e dunque\u00a0\u00a0 non frammentato dalla scansione seriale della<br \/>\npubblicazione su quotidiano, rende il clima complessivo della citt\u00e0 di Firenze nei secoli in cui vissero questi<br \/>\nprotagonisti dell\u2019arte italiana, rinascimentale e,\u00a0 forse anche mondiale. Gi\u00e0, ma che Firenze era quella?<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"img-responsive alignright wp-image-740 size-medium\" src=\"http:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Pisano-208x300.jpeg\" alt=\"\" width=\"208\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Pisano-208x300.jpeg 208w, https:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Pisano-768x1108.jpeg 768w, https:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Pisano-710x1024.jpeg 710w, https:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Pisano-400x577.jpeg 400w, https:\/\/enzofilenocarabba.it\/wp\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/Andrea-Pisano.jpeg 887w\" sizes=\"(max-width: 208px) 100vw, 208px\" \/><\/p>\n<p><strong><span style=\"color: #ff0000;\">Citt\u00e0 e tanti caratteri<\/span><\/strong><br \/>\n\u00abIl mio libro \u2014 ricorda Carabba \u2014 \u00e8 dedicato ad artisti, pittori, scultori,\u00a0 architetti che hanno vissuto lungo un arco di tempo compreso tra la met\u00e0 del 1200 (come Arnolfo di Cambio, l\u2019artista dell\u2019architettura leggera), fino a met\u00e0 del \u2018500, e penso a Michelangelo che mor\u00ec nel 1564. Se non \u00e8 possibile sintetizzare cosa siano stati per costumi e abitudini 3 secoli di vita fiorentina, certamente dei tratti distintivi li ho ravvisati e\u00a0 possiamo anche parlarne ma prima vorrei fare una precisazione. Quello che ho cercato di fare nel riscrivere le Vite \u00e8 stato cogliere anche l\u2019aspetto immaginifico delle singole esistenze\u00bb. Carabba, nei tanti mesi e anni di studio dedicati all\u2019impresa, trascorsi in parte sui libri, in parte nei musei e in parte al telefono con Andrea Di Lorenzo,\u00a0 vicedirettore del Museo Poldi Pezzoli di Milano e direttore del Museo Ginori, che lo ha accompagnato passo passo dandogli dritte e consigli, si \u00e8 convinto che anche Vasari si era concesso parecchie licenze creative. E in effetti come dargli torto. In fondo l\u2019operazione dell\u2019architetto aretino era chiara sin dalla sua genesi: lui, uomo fedelissimo dei Medici, doveva scrivere una storia dell\u2019arte che sancisse il primato di Firenze e dei fiorentini sul mondo. Inoltre lo stesso Vasari era uomo aduso a relazioni politiche complesse \u2014 sapeva cosa andava e non andava detto \u2014\u00a0 e come tutti aveva le sue simpatie e antipatie e dunque, pur non travisando i fatti, ci metteva del suo nel narrarli. \u00abAnche io ho seguito questa traccia \u2014 dice Carabba \u2014 e ho dato molto valore all\u2019aspetto caratteriale dei singoli artisti, alla loro capacit\u00e0 di immaginazione. E facendolo, per ritornare a quanto si diceva prima sulla Firenze del tempo, mi sento di dire che in passato, soprattutto nei primi secoli della mia narrazione, gli artisti fiorentini<br \/>\nerano\u00a0 pi\u00f9 giocosi. Scherzavano un po\u2019 come fanno ancora i fiorentini di bottega, i nostri artigiani\u00bb.<br \/>\nMotteggi e celie erano la norma.<\/p>\n<p><span style=\"color: #ff0000;\"><strong>Un indole a ciascuno<\/strong><\/span><br \/>\nCi\u00f2 premesso e visto che l\u2019obiettivo di Carabba era quello di restituire un po\u2019 il senso di ciascuna vita, ecco<br \/>\nche, leggendole, si riconoscono dei tratti caratteriali precisi. Se Arnolfo di Cambio era colui che nella sua<br \/>\narchitettura ricercava la leggerezza \u00abin Filippo Lippi \u2014 suggerisce lo scrittore \u2014 mi ha colpito la sua<br \/>\ncapacit\u00e0 di farsi amare, invidiabile. In Botticelli invece \u00e8 la materia soave della sua anima a emergere,<br \/>\nancora pi\u00f9 evidente perch\u00e9 nella seconda parte della sua esistenza questa lascia il posto\u00a0 alla cupezza.<br \/>\nLeon Battista Alberti, invece, era\u00a0 l\u2019uomo della nostalgia. Lui nacque da una famiglia di fiorentini esiliati e<br \/>\nsino a un certo punto della sua vita rimase bandito dalla citt\u00e0\u00bb. Un discorso a parte meriterebbero<br \/>\nLeonardo e Michelangelo. Di loro, dei giganti, Carabba aveva paura, \u00abero convinto che non mi sarei<br \/>\nazzardato a scrivere di loro. Poi mi sono accorto che le loro esistenze tornavano in tutte le altre biografie e<br \/>\nli ho affrontati\u00bb.<br \/>\nE i due giganti sono divenuti \u00abun cervellone il primo, e l\u2019anima che, come dicevano i neoplatonici, aveva<br \/>\nscelto il corpo in cui incarnarsi, il secondo\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><em>Illustrazioni di Liza Schiavi<\/em><\/h5>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Immaginare di dare corpo e anima,\u00a0 a uomini come Filippo Lippi o Sandro Botticelli, Pontormo o Cimabue, Leonardo o Michelangelo \u00e8 impresa non facile. 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