{"id":998,"date":"2025-06-15T18:25:08","date_gmt":"2025-06-15T18:25:08","guid":{"rendered":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=998"},"modified":"2025-06-15T18:25:08","modified_gmt":"2025-06-15T18:25:08","slug":"il-giardino-di-italo-calvino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/?p=998","title":{"rendered":"Il giardino di Italo Calvino"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.doppiozero.com\/il-giardino-di-italo-calvino\"><em>Articolo apparso sulla rivista culturale DOPPIOZERO.<\/em><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>C\u2019era una volta un bambino chiamato Italino, un nome che fa rima con Pollicino, e Pierino, tra fiaba e fumetti, e tuttavia segnato suo malgrado dalla patriottica epopea fascista di quegli anni. Un bambino attento, assorto, silenzioso, abitato da qualcosa che si sente in dovere di censurare: visioni, illuminazioni inammissibili, che si preannunciano disgreganti ma saranno invece una manna celeste.<\/p>\n<p>\u00c9 la storia che ci racconta Enzo Fileno Carabba in\u00a0<em>Il giardino di Italo<\/em>\u00a0(Ponte alle Grazie, maggio 2023). Tutto ebbe inizio, secondo Carabba, in un \u201cluogo ancestrale\u201d, quel \u201cgiardino incantato\u201d, quel \u201cparadiso sperimentale\u201d che fu il parco di Villa Meridiana a Sanremo, nella villa dei Calvino (e quella sua prosecuzione collinare che era il podere di San Giovanni). Qui i genitori di Italino, illustri \u201cscienziati illuministi e socialisti\u201d \u2013 una botanica e un agronomo che avevano esplorato il globo \u201cin cerca di semi e impollinamenti\u201d \u2013 si dedicavano alle loro creature vegetali, crescendo i figli a stretto contatto col \u201cmondo ramificato\u201d del giardino, da loro ricondotto a un ordine fatto di nomi e classificazioni. Un paradiso dell\u2019esattezza dal quale Italino \u201cnon vedeva l\u2019ora di fuggire\u201d. Si imbatter\u00e0 cos\u00ec in altre esperienze che sempre lo ricondurranno al giardino, ma cambiandone in qualche modo la percezione, perch\u00e9 \u201cla vegetazione lussureggiante sfugge al controllo e alla geometria\u201d.<\/p>\n<p>La prima di queste esperienze sar\u00e0 il mare, e del mare la paura e il piacere (due parole infrequenti nello scrittore Calvino): l\u2019elemento travolgente, \u201cirriducibile\u201d e \u201csregolato\u201d che, per segrete corrispondenze naturali, si specchier\u00e0 nell\u2019aspetto incontenibile del regno vegetale, la forza di quelle radici che stringono il mondo in una morsa di vita. \u201cLe piante per lui erano come le sirene di Ulisse\u201d. L\u2019onda che rapir\u00e0 una volta per tutte Italino a inizio della storia, torner\u00e0 nei ripetuti momenti di abbandono emotivo, rivelandolo al mistero di se stesso. L\u00e0 dentro cova tutto ci\u00f2 di cui Italino ha paura, a cominciare dalla paura stessa: incandescenze sentimentali e immaginali, idilli, seduzioni, lussureggiante e ingovernabile vita dei simboli, un universo sempre pronto a uscire dalle righe dell\u2019identit\u00e0 razionale e del suo linguaggio.<\/p>\n<p>\u201cLui forse non era una creatura delimitata e misurabile, come aveva imparato, ma un libro abissale fatto di onde difficili da arginare\u201d. Lo shock subito per la totale perdita di controllo, pensa Carabba, lo accompagner\u00e0 per sempre. \u201cFu forse quella la prima volta che azzard\u00f2 l\u2019esercizio di raffreddamento di cui sarebbe diventato maestro\u201d per contenere la forza d\u2019urto delle emozioni, nel vortice di tutte quelle forze scatenate dentro e attorno a lui. La scienza, i fanatismi e i deliri della Storia (cui Carabba dedica alcune icastiche pennellate), la razionalit\u00e0 spesso millantata, l\u2019isomorfismo gruppale che incombe quando Italino far\u00e0 esperienza della scuola e poi l\u2019eterna natura, la molteplice appartenenza al regno umano e non umano. Carabba vuole imparare da lui, che \u201caveva dentro un vulcano\u201d, l\u2019arte del raffreddamento. Per permettersi una migliore restituzione del fuoco. Tra onde e raffreddamenti sgorgher\u00e0 \u201cla miniera profonda della dimensione fantastica\u201d: quando il linguaggio della ragione oltrepassa se stesso offrendo al \u201cmondo di sotto\u201d un luogo appropriato di manifestazione. Il \u201cdialogo severo e razionale con uno spirito fantastico e giocoso\u201d. Quello sguardo doppio che consentir\u00e0 a Calvino, come il Conrad che amava, di navigare sull\u2019abisso senza affondare. \u201cChe sia riuscito a camminare in bilico sul crinale di queste forze opposte [\u2026] senza cadere da se stesso \u00e8 un miracolo\u201d . Proprio a questo crinale Carabba riconduce la cifra inconfondibile dello scrittore Calvino.<\/p>\n<p>E intorno a questo nucleo tematico si dispone la storia, che non \u00e8 una biografia romanzata di Italo Calvino, n\u00e9 un saggio critico. Piuttosto un romanzo di formazione, o meglio, una fiaba di formazione, perch\u00e9 la fiaba \u00e8 il linguaggio di quando l\u2019anima comincia a parlare, come scrive Carabba. Un incontro tra Calvino e quel suo \u201camico immaginario\u201d che Carabba sogna di essere. Da questa confidenza immaginata nasce la meta-narrazione, la meta-fiaba che \u00e8 questo libro. Carabba infatti si lascia intervenire nella storia, dando corpo alla voce narrante; inframezza sue riflessioni, suoi stralci biografici, sino a trasferirsi nello stesso tempo narrativo, per condividere con Italino i fumetti conservati nel mondo di sotto, la cantina, e poi film e onde rapitrici. Il dialogo di Carabba con se stesso, attraverso questa narrazione condivisa, potrebbe essere un lungo capitolo della sua propria mito-biografia, i cui temi ritornano qui con assoluta naturalezza.<\/p>\n<p>A monte di questo labirintico gioco di specchi, c\u2019\u00e8 quanto Carabba ha assimilato in una lettura elettiva che data perlomeno da quel lontano Premio Calvino ottenuto nel 1990 dal Carabba ventiquattrenne, alla sua prima prova narrativa (<em>Jakob Pesciolini<\/em>, Einaudi 1992). Un Calvino assimilato coscienziosamente e poi dimenticato, o meglio affidato al moto ondoso della fantasia, secondo la mnemotecnica al contrario adottata da Carabba. Se il dato di partenza sembrerebbe essere oggettivo, assolutamente soggettivo \u00e8 il taglio secondo cui la figura di Calvino \u00e8 restituita: l\u2019immaginazione di Carabba, in un gioco mimetico, d\u00e0 voce all\u2019immaginazione dell\u2019altro. E l\u2019operazione \u00e8 tanto pi\u00f9 intima perch\u00e9 questa volta, dall\u2019altra parte della amorevole e permeabile barricata che separa la scrittura di Carabba dai suoi personaggi reali, c\u2019\u00e8 un altro scrittore.<\/p>\n<p>Un gioco meta-letterario che sarebbe piaciuto a \u201cItalo Calvino lo scrittore adulto\u201d, come Carabba lo identifica per distinguerlo da Italino, il suo alter ego infantile ma non solo, piuttosto un avatar fantastico che interroga lo scrittore e ne \u00e8 a sua volta interrogato. Il singolare sdoppiamento tra Italino e l\u2019adulto Calvino non allude a un s\u00e9 originario successivamente tradito, ma anzi a un nocciolo imperituro che si rivela sul confine tra infanzia e adultit\u00e0, tra consapevolezza e profondo, tra vita e opera. Carabba presta la sua fantasia al teatro interiore di Calvino lo scrittore adulto, confrontato con quell\u2019Italino in cui sono riposti da Carabba i segreti dello scrittore e dell\u2019uomo. Cos\u00ec il tessuto narrativo si dispone non gi\u00e0 su due piani ma su tre: Carabba, Italino e \u201cItalo Calvino lo scrittore adulto\u201d, dei quali l\u2019autore si chiede se siano o no la stessa persona, e sicuramente lo sono, finch\u00e9 li incontriamo entrambi sul piano della sintesi narrativa operata da Carabba.<\/p>\n<p>Narrazione a tre voci dunque, anzi quattro, perch\u00e9 ogni tanto si affaccia la voce di Claudio, il padre di Carabba, uomo di penna anche lui. Per giunta, in questo meta-romanzo dedicato a \u201cl\u2019albero del fantastico\u201d, \u00e8 convocata alla presenza di Italino, di Italo e Carabba una schiera di molti altri autori: Verne, Ballard, Raspe, Defoe, Swift, Ariosto, Proust, Hemingway, D\u2019Annunzio, Ginzburg, Schiller, Kipling, Burroughs, Leopardi, Manganelli, Dante, Montale, Pavese, Buzzati, Savinio, Camus, Salgari, Borges, Conrad, Stevenson, Tolkien\u2026 sino a quel beffardo \u201cdio narrante\u201d il cui \u201cgigantesco esperimento combinatorio\u201d potrebbe aver prodotto, scrive Carabba, il flusso degli impersonali automatismi linguistici da cui Italino si difendeva tacendo. Gli autori e con essi i personaggi, dal Barone di M\u00fcnchhausen a Robinson Crusoe e al Conte di Montecristo\u2026, capitanati dagli eroi a fumetti dei grandi disegnatori del\u00a0<em>Corriere dei Piccoli<\/em>: Pierino e il suo malefico pupazzo indistruttibile, Bilbolbul, il ragazzino col corpo trasformista che prende alla lettera e materializza le metafore, Pier Lambicchi, inventore dell\u2019arcivernice che d\u00e0 vita reale ai personaggi, e Il Collegio della Delizia, dove ci si abbandona a tutti i piaceri e gesti altrimenti proibiti, con un direttore dal nome Pandispagna.<\/p>\n<p>Un\u2019atmosfera prodigiosa, o surreale, tra alberi ipnotici e granchi proliferanti, capace di ribaltare quanto gli uomini credono di sapere su se stessi e le cose (come in un distaccamento carabbesco del mondo di Pinocchio); in simile atmosfera sono attratti gli eroi reali che Italino avr\u00e0 la ventura di incontrare: Libereso, il giovane Tarzan agronomo con il suo gruppo di ragazzi selvatici; lo scienziato Voronoff che trapiantava testicoli di scimmia agli uomini per migliorarne le prestazioni; colonie agricole naturiste, pensatori anarchici e eremiti da giardino\u2026tra questi ben figura il Barone rampante, che nel giardino di Italo non poteva mancare, essendone forse il nume segreto, per la sua \u201cposizione doppia, dentro e fuori allo stesso tempo\u201d, eroe del romanzo che Calvino defin\u00ec il punto pi\u00f9 alto di libert\u00e0 e di tensione della sua narrativa.<\/p>\n<p>Da scrittura a scrittura le parole dell\u2019uno si specchiano in quelle dell\u2019altro e mettono a tema la forza stessa delle parole quando diventino fiaba e mito, nell\u2019alleanza di anima e pensiero. Italino sussurra alla luminosa intelligenza di Italo che dall\u2019anima \u2013 la \u201cconturbante parola proibita\u201d \u2013 non si pu\u00f2 prescindere. L\u2019onda \u00e8 sempre \u201cacquattata\u201d dentro di lui mentre si allontana dall\u2019abisso, \u201cverso lo splendore conoscitivo dell\u2019homo sapiens\u201d. Da un lato la lucidit\u00e0 che relativizza, moltiplica i punti di vista, decostruisce gli idoli e automatismi del senso comune, libera lo sguardo, disincrosta la visione. Dall\u2019altro l\u2019onda vitale e sovvertitrice del profondo, che radica a s\u00e9 il pensiero e ne fa il suo alleato, dando forma, storia, coerenza al brulicare dell\u2019anima. Prende vita cos\u00ec il \u201cgorgo ribollente\u201d della fantasia, quella che C.G. Jung chiamava l\u2019immaginazione attiva, affacciata sull\u2019abisso che si lascia danzare, nuotare, scrivere e disegnare con noi.<\/p>\n<p>Come riuscire dunque a fantasticare se stessi? \u201cIl problema per lui era questo: che tutti quegli impulsi, o sentimenti, o personaggi, facessero parte della stessa storia\u201d. Come sentirsi uno? Come dare un senso, una forma? \u201cA volte gli sembrava di sentire la propria voce venire da dentro mentre lui era fuori\u201d. Cos\u00ec il romanzo si svolge senz\u2019altra trama che non sia il portentoso compito di \u201cautogenerarsi\u201d. Il terribile pupazzo di Pierino, che appariva ogni tanto a Italino, lo spaventava e attraeva perch\u00e9 \u201cera ci\u00f2 che non capiva di se stesso\u201d. \u201cQuell\u2019Italino nato per me grazie alle pagine di Italo Calvino e poi diventato un suo antenato, un nostro antenato\u201d potr\u00e0 infine avanzare verso la sua storia, lo scrittore che lo aspetta: il custode dell\u2019inno a pi\u00f9 voci, del grande \u201crizoma\u201d che ci unisce nella forza primordiale dell\u2019immaginazione, applicata innanzitutto a noi stessi; figli della fantasia che ci serve per inventare la storia che siamo. Quel \u201crizoma\u201d sotterraneo in cui l\u2019immaginazione di ognuno si congiunge a quella di ogni altro, gi\u00e0 cantato da Carabba negli abissi familiari di\u00a0<em>La Zia subacquea<\/em>\u00a0(Mondadori 2015).<\/p>\n<p>Servir\u00e0, anche, l\u2019arte del divertire, la \u201cnon seriet\u00e0\u201d del motto di spirito contro il vuoto del linguaggio e dell\u2019essere, contro le intensit\u00e0 contraffate, le identit\u00e0 pietrificate. La frequentazione e la creazione di mondi surreali e spesso iperbolicamente giocosi \u2013 universi ribaltati \u201ccome promessa di conoscenza\u201d \u2013, costituisce, per gli amici immaginari di questo libro, un esercizio di vita e di stile; un esercizio ricorrente in Carabba, che attraverso l\u2019uso sapiente dello straniamento scherzoso e la brillantezza tridimensionale della sua prosa, lascia decantare la filosofia, la poesia, l\u2019estasi, il mistero.<\/p>\n<p>Alla fine, \u201cche non sar\u00e0 una fine\u201d, li troveremo assieme, sul lido di Roccamare, dove Calvino negli ultimi anni trascorreva molto tempo: Italino si lascia portare da Carabba nel mare, incontro all\u2019onda. Italo resta al sicuro, osservando, sulla riva. Ma \u00e8 solo uniti che potranno proseguire la narrazione; l\u2019albero del fantastico, \u201cla spina dorsale del mondo, che spunta dal mare sotterraneo delle onde che capovolgono\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Articolo apparso sulla rivista culturale DOPPIOZERO. &nbsp; C\u2019era una volta un bambino chiamato Italino, un nome che fa rima con Pollicino, e Pierino, tra fiaba e fumetti, e tuttavia segnato<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":939,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[12,6],"tags":[32],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/998"}],"collection":[{"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=998"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/998\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":999,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/998\/revisions\/999"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/939"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=998"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=998"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/enzofilenocarabba.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=998"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}